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Una frase che rappresenta una sintesi, riportata nel lontano 1923 da Le Corbusier nel manuale teorico Vers une architecture; il celebre architetto enuncia alcuni principi tecnici fondamentali, alcuni di essi ancora attuali. 

Oggi più che mai la casa diventa “macchina” ossia un insieme di componenti che armonizzando le loro funzioni generano una sinergia per il comfort e il risparmio energetico. 

Partendo dal concetto casa/macchina teorizzato da Le Corbusier, vediamo quali sono i cinque principi chiave di una casa ad alta efficienza energetica, confortevole e che possa durare nel tempo.

 1. INVOLUCRO TERMICO BEN ISOLATO

             L’involucro termico deve essere realizzato con cura e gli elementi che isolano l’edificio dall’ambiente circostante devono avere una trasmittanza adeguata e quanto più possibile omogenea. In questo caso il legno, avendo una conducibilità inferiore rispetto ad altri materiali da costruzione consente la realizzazione di pareti e coperture a basso spessore altamente isolate con conseguente recupero di volumi interni. Indipendentemente dalla tecnologia costruttiva andrà prestata attenzione anche all’isolamento controterra o verso locali non riscaldati.

2. SERRAMENTI A TRIPLO VETRO

             I serramenti completano l’involucro termico e concorrono alla prestazione globale dello stesso; ad essi è affidata non solo la funzione di ripararci dal freddo ma di consentire l’ingresso della luce e del calore gratuito generato dal sole. Un edificio moderno sfrutta il calore solare con serramenti ben orientati e dotati, se necessario, di sistemi di ombreggiatura adeguati al luogo e funzionali agli ambienti interni, così da consentire l’ingresso del sole nei mesi invernali e al tempo stesso evitare fenomeni di surriscaldamento estivo. Caratteristiche delle vetrature quali trasmittanza, bassa emissività e valore g (quantità di calore che passa attraverso i vetri) devono essere valutati con attenzione ed eventualmente differenziati secondo l’orientamento delle aperture. Acquistare un serramento moderno e con buone prestazioni sarebbe inutile, se addirittura dannoso, qualora non si prestasse attenzione alla posa degli stessi. Guarnizioni a tenuta e cura del nodo di collegamento parete/serramento, rappresentano elementi imprescindibili. In una casa ad elevate prestazioni questi dettagli devono essere progettati con attenzione, sfruttando la parziale prefabbricazione che tale sistema costruttivo consente.

3. TENUTA ALL’ARIA DELL’INVOLUCRO TERMICO

             Un edificio che presenti una buona tenuta all’aria deve essere esente da spifferi ossia da punti nei quali l’aria possa entrare ed uscire liberamente. Non si tratta di realizzare un edificio completamente impermeabile all’aria (infatti l’edificio può comunque presentare certa traspirabliità per diffusione) ma di evitare dispersioni di calore. La tenuta all’aria dell’edificio deve essere un obiettivo fin dalla fase di progettazione durante la quale devono essere valutati con attenzione la continuità degli elementi che concorrono a realizzarla nonché i materiali e i sistemi di posa idonei. Per controllare l’efficacia della tenuta all’aria è indispensabile effettuare un Blower Door Test che ha il compito di verificare quanta aria entra ed esce ad edificio chiuso in presenza di una differenza di pressione tra l’interno e l’esterno.  

4. VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA

             Un involucro termico ben realizzato, una buona tenuta all’aria e serramenti efficienti non consentono, se non in minima parte, un corretto ricambio di aria. L’aria interna deve essere costantemente ricambiata e questo ricambio può essere realizzato manualmente, aprendo regolarmente le finestre o ,in maniera più efficace, affidandoci ad un impianto di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC). Non si tratta di sigillare la casa o non poter più godere di temperature esterne miti e gradevoli (in questi casi la ventilazione può essere spenta e i serramenti tenuti aperti) ma di mantenere elevata la qualità dell’aria che respiriamo. L’utilizzo della VMC, inoltre, consente il recupero di buona parte del calore contenuto nell’aria che viene espulsa, calore che viene successivamente ceduto all’aria proveniente dall’esterno, con conseguente abbassamento dei costi per il riscaldamento. 

5. MINIMIZZAZIONE DEI PONTI TERMICI

             I ponti termici si verificano quando alcuni punti dell’edificio risultano molto meno isolati termicamente rispetto al resto dell’involucro, questa situazione può essere determinata da errori di progettazione relativi a uno specifico elemento (per es. un davanzale di un serramento) o alla non perfetta progettazione degli elementi che realizzano la tenuta all’aria. La presenza di un ponte termico genera un abbassamento della temperatura interna puntuale e la potenziale formazione di condensa superficiale con conseguente diminuzione del comfort e della durabilità dell’edificio. 

Perseguire questi punti non è difficile e non presenta costi eccessivi, tanto più se si tiene conto che il costo di costruzione rappresenta solamente il 30% del costo totale di un edificio (costo di costruzione + costo di gestione per 30 anni).  Il concetto di casa=”macchina per abitare” teorizzato da Le Corbuisier anche se enunciato con altri intenti,  risulta essere quanto mai attuale, come in una macchina ,infatti, gli elementi che costituiscono l’insieme devono lavorare in sinergia. Ci piace immaginare una casa ad alta efficienza energetica come una vettura di formula 1 nella quale sarebbe impensabile immaginare la coesistenza di un motore formidabile e un sistema di sospensioni scarso o un’elettronica d’avanguardia unita a un’aerodinamica approssimativa. 

Gli edifici in legno si prestano in modo ottimale ad una progettazione integrata, il ruolo del progettista risulta determinante al fine di armonizzare le diverse necessità, architettoniche, abitative, e non ultimo relative alla sostenibilità non solo ambientale ma anche economica.  

Letto 587 volte Ultima modifica il Lunedì, 30 Aprile 2018 21:43

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